Massaggio infantile (AIMI)

Ti sei mai chiesta quando hai avuto la percezione chiara e distinta di essere diventata mamma?

Io sì. Ricordo ancora, quando per la prima volta ho guardato occhi negli occhi mio figlio Pavlos. Me lo portò la puericultrice in camera, ben 9 ore dopo il parto. Non potevo crederci. Il mio parto era stato veloce e facile, spontaneo. A differenza della gravidanza, che mi aveva costretto dal 3° al 6° mese a casa per iperemesi. Subito dopo il parto, mi fu poggiato il piccolo sull’addome pochi minuti e, poi, mi fu portato subito via. Io mi sentivo piena di energia e chiesi di vedere mio figlio, ma mi fu risposto che dovevo fare una flebo di due ore e, poi, sarei stata libera di andare al nido, per chiedere del mio bambino. Feci così, come mi fu detto. Dopo poche ore, ero al nido, ma non mi permisero di prendere il piccolo. Non saprei descrivere il mio stato d’animo in quel momento. Sentivo un’urgenza dentro di me, quella di stringere tra le mie braccia mio figlio. Mi sentii persa, era ormai notte, quella notte non chiusi occhio. Fu alle prime luci del mattino che i miei occhi guardarono per la prima volta gli occhi del mio piccolo. In quel momento preciso, ebbi la percezione chiara e distinta che niente più sarebbe stato come prima. E, con il nuovo giorno, sarebbe iniziata anche la mia nuova vita da madre. Ma, quando ti ho visto, piccolo mio, mille dubbi e paure mi hanno invaso cuore e mente. E, così, in un istante guardandoti negli occhi ricordo di essermi sentita persa e smarrita. Non era così che avevo immaginato il nostro primo incontro. Ero consapevole che le ore passate lontane mi avevano privata del beneficio di trarre forza ed energia dal primissimo contatto con te. Ti avrei voluto allattare e cantare una ninna nanna, e, ora, che eri tra le mie braccia, percepivo in me un profondo stato come di smarrimento ed estraneità da te, misto a confusione e senso di urgenza. Urgenza di recuperare il tempo perduto. E, fui come bloccata nelle mie azioni, ero diventata madre.

A te, mamma, che stai leggendo la mia storia, dico che madre non ci si nasce, si diventa, giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo, tocco dopo tocco. Sorriso dopo sorriso e pianto dopo pianto.

Anche a te è capitato di sentirti bloccata come “madre”?

Non tutte le madri ricevono supporto e aiuto. Io fui supportata da mia madre e da mio marito. Posso solo provare ad immaginare, come sarebbe stato se fossi stata sola, completamente sola. Smarrita, impaurita, senza nessuno a cui chiedere aiuto e con il mio piccolo da nutrire e curare. Quando si diventa mamma, il parto rappresenta l’atto fisico nel quale si realizza un trauma di separazione a tutti i livelli della relazione mamma-bambino. Un’unità profondamente coesa, che viene divisa, disgregata. Le prime ore, subito dopo il parto, sono un periodo dove quest’unità trova un nuovo equilibrio, dopo la separazione fisica. Infatti, in questo lasso di tempo, si realizza il bonding mamma-bambino e avvengono importanti cambiamenti fisici, emotivi e psicologici. Tale processo continua durante tutto il primo anno di vita e crea le basi per la futura relazione di attaccamento tra genitori e bambino e per tutte le successive relazioni sociali e affettive future del piccolo. Il neonato normale ha un’incredibile capacità di vedere, sentire e muoversi a ritmo della voce di sua madre, fin dai primi minuti e ore di vita. Mamma e neonato, ma anche papà e neonato, sembrano connessi profondamente, come in una “danza” sincronizzata (Klaus e Kennel 1982). Con il mio primogenito Pavlos, ebbi proprio la netta sensazione di essermi persa un pezzo di noi. Fu questa percezione amara che mi mise in quella condizione di bisogno, di fame quasi, di odore, di pelle, di corpi, che, una volta separati, si erano solo sfiorati. Appena in braccio, allattai il mio piccolo, provando a mettere in pratica quello che avevo imparato al corso di preparazione al parto.  Ogni giorno andò sempre meglio, mi lasciai guidare dal suo riso e dal suo pianto. Ma, dentro di me, ho ancora il rimpianto di aver perduto l’occasione di vivere la magia dell’incontro e della “danza sincronizzata” subito dopo la sua nascita.

Ci possono essere casi particolari come:

  • Madri che siano state separate dal proprio piccolo durante i primi giorni o settimane e, di conseguenza, possono essere più restie ad imparare i compiti materni basilari, percependosi e dimostrandosi anche meno abili.
  • Madre e Bambino che abbiano vissuto un trauma vero e proprio al momento del parto, o per la presenza di condizioni patologiche del bambino nel periodo perinatale, o per un parto d’urgenza o prematuro, per problematiche di salute della mamma.
  • Un parto cesareo che faccia ritardare il contatto pelle a pelle, che dovrebbe realizzarsi tra mamma e bambino. La pratica del “pelle a pelle” in sala operatoria è una procedura che va diffondendosi sempre più, sebbene, l’adottarla o meno, sia lasciata come libera scelta alla struttura ospedaliera. In Italia, questa pratica non è molto diffusa, perché richiede di mettere a punto un protocollo di sicurezza per la madre e il neonato.
  • Madri e padri di bambini adottati o avuti in affido, che hanno necessità di guadagnare terreno nell’alimentare, curare, nutrire e costruire quella relazione che si trasformerà in quel legame lungo tutta una vita, “bonding”, di cui i piccoli sono stati privati per le circostanze del loro vissuto.
  • Padri che necessitano di approfondire il bonding con il loro piccolo. La relazione madre-bambino è più stabile e biologicamente determinata, mentre, la relazione padre-bambino si trasforma in risposta ai cambiamenti sociali e alla modificazione delle strutture familiari.
  • Piccoli che vivono situazioni di disagio in orfanotrofio o che non sono accuditi direttamente dai loro genitori, per motivi di salute o di forza maggiore.

In tutti questi casi, esiste un’antica pratica, diffusa in molti paesi del mondo, che si fonda sulla tradizione di accudimento e di cura legata al “nutrimento” attraverso il contatto: Il Massaggio al Bambino.

Tu, mamma o papà, senti il bisogno di …

  • Sentirti più abile e competente con il tuo bambino o recuperare terreno, per via di un bonding rinviato o ritardato?

L’essere umano possiede la capacità di superare gli imprevisti e imparare nuovi schemi. Essere consapevoli dell’importanza di questo legame è il primo passo. Non è significativa la quantità di tempo che ha separato mamma e neonato, o papà e neonato, ma, invece, il modo in cui la madre, o chi si prende cura del piccolo, abbia, successivamente guadagnato terreno nell’alimentare << […] quel continuum completo di intimità che può presentarsi ripetutamente e che può essere incrementato con la pratica del massaggio infantile >> (Vimala McClure).

  • Risanare e alimentare la relazione con il tuo piccolo, quando questa ne abbia risentito per l’avvento di problematiche perinatali?

Il trauma non è nell’evento, quanto, piuttosto, nel Sistema Nervoso di chi lo subisce, incapace di dare un senso ed un significato. Dunque, ad un trauma non segue immediatamente un riequilibrio del sistema. Il nostro sistema ha la possibilità di recuperare e la capacità di ristabilire l’omeostasi. Ma stress e trauma realizzatisi in età fetale e fino a 3 anni, se non seguiti precocemente da esperienze risanative, predispongono il bambino a vulnerabilità nella vita. Il massaggio infantile (inteso come esperienza risanatrice) ristabilisce le connessioni mancanti e ne aggiunge delle nuove, risincronizzando attraverso il CONTATTO gli spazi e i tempi all’interno del sistema in evoluzione Madre/Bambino.

  • Curare e nutrire il benessere tuo e del tuo bambino?

Il Massaggio Infantile è la risposta al tuo bisogno!

Ecco l’opportunità che stavi aspettando: Il massaggio infantile

Il Massaggio è:

  • un modo di stare con il proprio bambino
  • un’esperienza di profondo contatto affettivo e comunicazione non verbale
  • un luogo d’incontro, di dialogo “pelle a pelle”
  • un’occasione per imparare a conoscersi reciprocamente
  • uno spazio di accoglienza del proprio bimbo, mentre si accoglie il proprio essere e diventare genitori
  • un dono d’amore e di protezione in grado di rendere comprensivi gli esseri umani
  • una combinazione di metodi indiani antichi e svedesi moderni, che fornisce uno splendido equilibrio tra energia che entra e che esce dal corpo, di tensioni liberate e di stimolazioni
  • un sollievo dai piccoli fastidi di cui può soffrire il tuo bambino (coliche e muchi).

Massaggiare il neonato subito dopo il parto è qualcosa di innato nelle madri.

Questo è un invito!

Da quando sono diventata mamma, per la prima volta nel 2009, mi sono appassionata alla pratica e allo studio del Massaggio infantile, così come è insegnato e strutturato da Vimala McClure, fondatrice dell’IAIM (International Association of Infant Massage). Nel 2012 sono diventata Insegnante di Massaggio Infantile certificata IAIM. So quanto il nutrimento e la cura del benessere del proprio piccolo sia di cruciale importanza, tanto per i genitori, che per i neonati. Ed è impressionante pensare quanto benessere possa fornire al bambino e ai genitori stessi il tocco sicuro di mamme e papà, che, senza incertezze, affrontano le prime fasi della crescita, come un viaggio sorprendente insieme al proprio piccolo. Ciò che racconto l’ho sperimentato sulla mia pelle. Il legame che si crea attraverso il tocco dura per sempre ed è tangibile e presente anche quando il tuo piccolo è lontano. É proprio allora che riesci a percepire la concretezza di un legame invisibile. La mamma può nutrire il benessere del proprio figlio, sentendosi al tempo stesso competente e piena di energia. Già, proprio così, perché, quando si massaggia il proprio piccolo, si cura se stessi, nutrendosi dell’amore che il tocco rilascia simultaneamente sulla pelle del bambino e della mamma. Posso guidare te e il tuo bambino in questo fantastico percorso. Potrai, in soli 5 incontri, individuali o di gruppo, acquisire gli strumenti indispensabili, perché questa magia si compia tra te e il tuo piccolo. Rilassamento, stimolazione, sollievo e interazione.

Non perdere questa opportunità!

Ti presento Ellianna, la mia secondogenita.
Ti presento Ellianna, la mia secondogenita.

Dai ora a te e al tuo bambino un’opportunità lunga tutta una vita!

Contattami ora e prenota una video call o un primo incontro in studio.

Sarò lieta di rispondere alle tue domande, chiarire i tuoi dubbi e spiegarti cosa aspettarti da un corso di Massaggio Infantile AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile).