Seguimi sul mio sentiero!

Ciao, sono Alessia Conforti, fisioterapista neurocognitiva e pediatrica.
Ti invito a intraprendere con me un viaggio, un sentiero attraverso la mia storia professionale e personale, in cui scoprirai come ho trasformato la mia passione in un percorso professionale nella riabilitazione pediatrica e neurocognitiva.  Vieni, seguimi: questo è il primo passo per conoscermi davvero e comprendere il mio approccio unico.

Ti invito a esplorare le tappe del mio sentiero.
Ogni box cliccabile è un passo che ti svelerà la mia storia, il mio percorso nella riabilitazione neurocognitiva e ti aiuterà a comprendere chi sono diventata oggi, nella mia essenza autentica e professionale.

Ritratto di Alessia Conforti, fisioterapista neurocognitiva e pediatrica, pagina Chi sono sul sito professionale
La via giusta è simile all'acqua che, adeguandosi a tutto, a tutto è adatta (Vito Mancuso)

La relazione come luogo di trasformazione 

Fin da bambina mi sono sentita un ponte tra le persone.
Non ero mai da una parte o dall’altra, ma sempre attraverso, uno spazio di incontro, di ascolto, di connessione. Ho aiutato persone a incontrarsi, a vivere autenticamente le loro relazioni, sviluppando fin da giovane una predisposizione all’empatia e all’ascolto, qualità fondamentali nella fisioterapia pediatrica e nella riabilitazione neurocognitiva.

Questo ruolo mi ha spesso messa a confronto con il riflesso di me stessa. Continuavo a chiedermi: “E io, dove sono? Qual è la mia identità?”. Il tempo mi ha insegnato che proprio lì, in quello spazio di attraversamento, abitava il mio essere. Il mio valore emergeva nel rapporto con gli altri, nell’essere connessione, nel portare cura, conforto e supporto.

Essere ponte significa facilitare l’incontro dell’altro con se stesso, con il proprio corpo e i propri limiti, trasformandoli in opportunità.

Intorno ai quindici anni, il teatro e il volontariato hanno affinato questa predisposizione: ho coltivato empatia, osservazione, adattabilità. Ho imparato a cogliere la bellezza interiore.

Un’esperienza decisiva al Cottolengo di Padova mi ha segnato profondamente. Davanti a me: bambini e giovani adulti incapaci di esprimersi verbalmente. Dentro di me, il richiamo ad essere ponte tra la loro esistenza e il mondo, a  trasformare il loro silenzio in storia vissuta, il limite in possibilità, il disagio in autenticità. Questa esperienza ha consolidato la mia vocazione di fisioterapista pediatrica specializzata in riabilitazione neurocognitiva.

Oggi questo ruolo non è più solo un sentire personale, ma una missione professionale: accompagnare chi ha bisogno, dare voce a chi non ne ha, e facilitare il cambiamento attraverso l’ascolto e la connessione. È in questo spazio, tra limite e possibilità, che il cambiamento prende forma, e qui ti invito a seguirmi nel mio percorso, per scoprire come l’approccio neurocognitivo alla riabilitazione pediatrica può trasformare il limite in opportunità. 

Quando un incontro apre la via: la Riabilitazione Neurocognitiva di Carlo Perfetti

Un convegno sullo Stroke.
Un’occasione che segna per sempre il mio cammino professionale nella riabilitazione neurocognitiva.

Sto lavorando alla tesi sulla riabilitazione post-stroke. Cerco risposte. Cerco senso.
Ed è lì che incontro per la prima volta il Prof. Carlo Perfetti.

Qualcosa si apre.
Non una semplice teoria. Una visione.
Un tempo che si allinea. Il momento giusto.

Porto con me una sottile insoddisfazione.
L’esercizio fisico da solo non basta a spiegare il cambiamento della persona.
C’è qualcosa oltre il gesto, oltre il muscolo, oltre il movimento: il cambiamento funzionale a partire dalla neurocognizione.

Domande vive, mai sopite:

Cosa accade davvero quando una persona incontra un limite funzionale?

Cosa la spinge al cambiamento e alla guarigione?

Quali processi profondi, strutturali e organici,  sostengono il cambiamento funzionale e motorio?

Quanto contano emozioni, storia personale e “sentimenti” del corpo e dell’animo, quando una malattia interrompe il cammino?

Ascoltando il Prof. Perfetti, diventa chiaro: i dubbi non sono un ostacolo. Sono l’inizio.
La Teoria Cognitiva della Riabilitazione, poi Riabilitazione Neurocognitiva, dà senso e dignità a queste domande, ponendo al centro la persona e il suo percorso terapeutico.

Il corpo diventa luogo di conoscenza; l’apprendimento, esperienza consapevole; 
la relazione, la via per modificarsi e raggiungere obiettivi terapeutici personalizzati. 

In questa visione mi riconosco.
Non esiste una tecnica da applicare, ma un cammino che si apre nella riabilitazione neurocognitiva e pediatrica.

Se anche tu ti senti davanti a un limite,
non perché non riesci a muoverti,
ma perché dentro qualcosa si è interrotto,
allora seguimi:
quello che sto per raccontarti ti aiuterà a comprendere e a ritrovare la via oltre la curva, dove tutto sembra buio, verso il percorso di cambiamento e recupero funzionale. 

Ogni esercizio nella Riabilitazione Neurocognitiva è un problema strutturato: un’opportunità per attivare i processi cognitivi e trasformare il limite in risorsa.

Nella Riabilitazione Neurocognitiva, ogni esercizio costituisce un problema pianificato dal fisioterapista, pensato per generare apprendimento funzionale attraverso l’attivazione dei processi cognitivi, del pensiero e del ragionamento logico.

Di fronte a un problema, il cervello attiva naturalmente attenzione, memoria, ragionamento e confronto per trovare una soluzione. L’esercizio strutturato mette in gioco mente e corpo insieme, permettendo di conoscere il mondo esterno e ricevere un feedback continuo sul proprio agire. In questo spazio accadono apprendimento e cambiamento.

Il corpo apprende implicitamente: anche quando ti sembra di non apprendere, si attivano fenomeni di neuroplasticità che modificano la struttura neurobiologica e trasformano il comportamento funzionale.

Ogni esercizio diventa così un’opportunità di scoperta, crescita e trasformazione autentica, per bambini e adulti, nel percorso di riabilitazione neurocognitiva.

Secondo la Teoria Neurocognitiva della Riabilitazione di Carlo Perfetti, la qualità del recupero – sia spontaneo sia guidato dal riabilitatore – dipende dall’attivazione dei processi cognitivi e dalla modalità con cui vengono attivati. L’efficacia di ogni esercizio cresce in relazione alla progettazione del problema, alla coerenza con l’esperienza del paziente e all’accompagnamento consapevole del fisioterapista.

Quando il processo diventa consapevole, l’apprendimento si trasforma: in questo spazio, il cambiamento funzionale che nasce è stabile, reale e autentico.

La coscienza ti permette di percepire ciò che accade intorno a te e dentro di te, ma spesso questo processo  avviene in modo automatico.

Vedi, ascolti, ti muovi, reagisci… ma senza focalizzarti davvero su come stai vivendo l’esperienza.

La consapevolezza, invece, richiede attenzione attiva e intenzionale.
Si manifesta quando porti attenzione a come stai vivendo un’azione, integrando percezioni esterne e sensazioni interne.

Immagina di gustare una colazione: latte caldo con miele e pane tostato con burro e marmellata, il profumo che si diffonde e i sapori che ti avvolgono.
Se sei distratto dai messaggi sul cellulare o dal telegiornale in TV, il gesto rimane automatico: sei cosciente, ma non focalizzato.

Se invece sei pienamente consapevole durante l’azione, percepisci la temperatura della tazza tra le mani, la consistenza del gusto che cambia mentre mastichi, il ritmo del respiro e le micro-sensazioni nel corpo.
Non stai solo eseguendo un’azione, mangiando: stai vivendo e percependo te stesso in quell’azione.

Lo stesso vale durante un esercizio neurocognitivo: sei consapevole del processo e di ciò che accade dentro di te mentre agisci.
Quando sei consapevole, sei il regista della tua esperienza.

Io, come fisioterapista neurocognitiva, ti guiderò in questo processo, aiutandoti a canalizzare con precisione la tua attenzione e scegliere cosa osservare e cosa integrare nella percezione, migliorando così ogni tuo gesto.

È in questo spazio che nasce un cambiamento profondo, concreto e autentico: non si modifica solo il comportamento manifesto, ma anche il modo in cui vivi l’esperienza, trasformando ogni azione in occasione di crescita e consapevolezza.